Il 22 giugno 2026, il Teatro dei Rinnovati di Siena ospiterà un evento musicale di eccezionale rilievo internazionale: l’esecuzione in prima mondiale della nuova versione per ensemble di percussioni di Voices at the End, monumentale opera del celebre compositore neozelandese John Psathas. L’evento rappresenta il culmine di un’intensa residenza artistica, svoltasi tra il 29 maggio e il 22 giugno, che ha visto Psathas collaborare a stretto contatto con il Siena Percussion Group, prestigioso ensemble del Conservatorio “Rinaldo Franci” fondato e guidato dal Maestro Federico Poli .
Il Compositore: John Psathas
Nato a Wellington nel 1966 da genitori di origini greche, John Psathas è oggi uno dei compositori più acclamati e poliedrici del panorama contemporaneo. Professore Emerito presso la New Zealand School of Music, la sua carriera è costellata da collaborazioni di altissimo livello, che spaziano dal jazz (Michael Brecker, Joshua Redman) alla musica classica (Takacs Quartet, Evelyn Glennie), fino al rock (Serj Tankian) . Psathas ha raggiunto la notorietà globale firmando gran parte delle musiche per le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Atene 2004. Le sue opere, eseguite in oltre cinquanta paesi, si distinguono per un forte impegno sociale e per la capacità di fondere linguaggi musicali eterogenei in narrazioni di grande impatto emotivo .
Il Programma della Serata
Il concerto si aprirà con due brani che testimoniano il profondo legame tra Psathas e il mondo delle percussioni, entrambi originariamente commissionati e resi celebri dalla leggendaria percussionista Dame Evelyn Glennie :
|
Brano
|
Esecutori
|
Descrizione
|
|
Happy Tachyons
|
Dario Concialini (Pianoforte), Lorenzo Caporalini (Percussioni)
|
Un brano vivace ed esuberante, composto in attesa della nascita del primo figlio del compositore. L’opera esplora le possibilità timbriche e tecniche di vibrafono e marimba, intrecciando melodie brillanti con un accompagnamento pianistico fortemente sincopato .
|
|
Matre’s Dance
|
Jacopo Chitarrai (Percussioni), Dario Concialini (Pianoforte)
|
Composizione dall’energia dirompente che ha lanciato la carriera internazionale di Psathas. Il titolo è un omaggio all’universo fantascientifico della saga di Dune di Frank Herbert .
|
Il Fulcro dell’Evento: Voices at the End
La seconda parte della serata sarà interamente dedicata a Voices at the End, un’opera della durata di circa quaranta minuti che affronta con urgenza e profondità i temi della crisi climatica e del rapporto tra l’umanità e il pianeta Terra . Originariamente concepita per sei pianoforti e traccia audio (debutto nel 2018 a Snape Maltings), l’opera trova a Siena la sua prima, inedita veste per un grande ensemble di percussioni .
L’ispirazione centrale deriva dal film documentario Planetary e dalle riflessioni dell’attivista ambientale Joanna Macy, che individua tre narrazioni principali per interpretare il nostro tempo :
1.Business as Usual: L’illusione che la crescita economica industriale possa proseguire indefinitamente, incurante dei limiti del pianeta.
2.The Great Unravelling: La presa di coscienza del costo ecologico e sociale di questo modello, che porta al disfacimento dei sistemi biologici quando si perde la diversità.
3.The Great Turning: La rivoluzione in atto, il passaggio verso una società orientata al sostegno e alla preservazione della vita, guidata da profonde pressioni evolutive.
Queste tre narrazioni costituiscono le tre parti centrali dell’opera, incorniciate da un Prologo (Mitote) e un Epilogo (Chrysalis). Il titolo stesso, Voices at the End, sottolinea come ogni movimento si concluda con una voce: dalle antiche parole del Mahabharata nel Prologo, ai cori alienanti della folla nella prima parte, fino alla voce della natura che si riafferma e al celebre messaggio interstellare inciso sul Voyager Golden Record della NASA, inviato nello spazio profondo come testimonianza dell’umanità .
Un Inno alla Consapevolezza
La partitura, ricamata perfettamente sulle sonorità del Siena Percussion Group durante le settimane di residenza senese, integra strumenti a percussione, pianoforte e tracce audio con contributi vocali e strumentali (chitarra acustica, voce, shakuhachi) . L’opera non è solo una denuncia, ma, come suggerisce l’Epilogo, un inno all’accettazione della diversità e alle culture della compassione, piantando i semi di una nuova narrazione per il futuro .
Il Siena Percussion Group
Fondato nel 2011 all’interno dell’Istituto di Alta Formazione Musicale “Rinaldo Franci”, il Siena Percussion Group si è affermato come una realtà stabile e dinamica. Guidato dal prof. Federico Poli, l’ensemble vanta collaborazioni con artisti internazionali (Emmanuel Séjourné, Ney Rosauro, Simone Rubino) e con importanti enti lirico-sinfonici italiani. La prima esecuzione di Voices at the End rappresenta una tappa fondamentale nel percorso artistico del gruppo, confermando il ruolo del Conservatorio di Siena come centro di eccellenza e innovazione nel panorama musicale contemporaneo .
INGRESSO GRATUIRO FINO AD ESAURIMENTO POSTI