Contrapposta al fragore della guerra, la musica è il suono della pace: sulla
base di questo principio, anche sotto le bombe, i musicisti di Gaza hanno
continuato a formare i loro studenti e le loro studentesse e a condividere
sui social le registrazioni dei loro incontri: documentavano una
incontenibile voglia di vita, di libertà e di pace delle nuove generazioni che
non avrebbe dovuto soccombere sotto la violenza disumana che si è
scatenata su di loro.
Noi li abbiamo sentiti: le nostre studentesse e i nostri studenti li hanno
ascoltati, le nostre Istituzioni hanno risposto offrendo un aiuto che si è
concretizzato in accordi e rapporti di scambio accademico, accogliendo
giovani, da parte dell’Università, affinché potessero proseguire qui i propri
studi e mettendosi a disposizione perché le conoscenze e le esperienze
didattiche potessero fluire in tutte le direzioni, anche quando le Università
e i Conservatori sono ridotti in macerie.
Distrutti gli edifici, restano le persone che fanno le Istituzioni ed è con
queste persone, estranee alla violenza, da sempre impegnate a coltivare e
diffondere una profonda e antica civiltà musicale e un’eredità culturale che
è parte del patrimonio dell’umanità, che le nostre istituzioni, il
Conservatorio “Rinaldo Franci” di Siena e l’Università di Siena hanno
rafforzato le prospettiva di collaborazione, paritaria e concreta.
All’Università di Siena, che da oltre dieci anni ha inserito nella propria rete
di scambi internazionali università palestinesi della Cisgiordania e della
striscia di Gaza, si sta affiancando il Conservatorio “Rinaldo Franci” di
Siena, che ha presentato la propria candidatura nel quadro del programma
Erasmus+, d’intesa con il National Conservatory of Music “Edward Said”
della Birzeit University.
Il concerto che è proposto alla popolazione studentesca e alla cittadinanza
intende riportare l’attenzione al dramma che è tuttora in corso nella
striscia di Gaza, accentuato dal conflitto che si è scatenato nella regione, e
la scelta condivisa dal comitato organizzatore ha identificato come modomigliore il dialogo affidato al suono, alle musiche, alle voci, di chi chiede
silenzio – il silenzio delle armi – perché possa risuonare, colmando le
distanze, il linguaggio universale e condiviso della musica, a dimostrare
che a Gaza, a Bethlehem, in Cisgiordania, si resiste, per esistere, e per poter
suonare un giorno in pace e in libertà.
Il concerto si comporrà di una breve introduzione da parte della
rappresentanza delle Istituzioni coinvolte e procederà con un’alternanza di
esecuzioni dal vivo e in diretta telematica da parte di musicisti del
Conservatorio senese e delle sezioni di Gaza e Bethlehem del
Conservatorio nazionale palestinese.
Il concerto avrà inizio alle ore 17 di martedì 17 marzo 2026 presso
l’Auditorium del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena in via Val di
Montone 1, è ad ingresso gratuito ed è aperto a tutte le componenti delle
comunità accademiche e alla cittadinanza